Camminando tra i Palù

terra d’acqua e tradizioni contadine da vivere a passo lento.

I Palù sono antiche zone paludose bonificate fin dal Medioevo dai monaci benedettini, ancora oggi riconoscibili per la loro rete di recinzioni naturali, fossi e siepi. Queste aree, prospicienti le colline, ospitano ambienti umidi unici nel Veneto, con prati stabili, canneti, ontani, salici e pioppi.

Il paesaggio a “campi chiusi” è un microcosmo di biodiversità: tra maggio e giugno emergono fioriture di Iris Siberica e Gentiana palustre, mentre siepi e boschetti accolgono specie autoctone come la farnia.
Percorsi pedonali, ciclabili e a cavallo permettono una scoperta lenta e immersiva, tra storia rurale e natura rigogliosa.

 

Un ecosistema ricco di biodiversità

I Palù coprono un’area di circa 700–1 000 ettari tra Farra, Moriago, Vidor e Sernaglia, in una depressione naturale ideale per il ristagno delle acque, che alimentano sorgenti e fossi. Questa rete idrica garantisce un microclima stabile che favorisce la crescita di specie vegetali e animali tipiche delle zone umide.

Flora: ontano nero, salice bianco, pioppo, quercia (farnia); tra giugno e luglio, spiccano le fioriture di Iris sibirica e Gentiana palustre, specie particolarmente rare e protette.
Fauna: l’ambiente supporta anfibi, uccelli acquatici, insetti specialisti e piccoli mammiferi, rappresentando un hotspot di biodiversità nella pianura veneta.

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