Alla scoperta delle chiese di Farra
Luoghi di fede e d’arte che raccontano secoli di storia e spiritualità.
Le chiese di Farra di Soligo sono veri scrigni d’arte e spiritualità. La Parrocchia di Santo Stefano ha origini medievali e conserva opere pittoriche dall’Ottocento, mentre la chiesa di San Vigilio, arroccata su Col San Martino, stupisce con la sua torre romanica e l’orologio monumentale.
Sull’Eremo di San Gallo, eretto sui resti di un castello del XIV secolo, si erge l’albero di Natale visibile da tutta la vallata, meta di visita durante le feste. A Soligo, la Chiesa di San Pietro e Paolo unisce la devozione popolare alle tele di artisti come Luca Giordano e Francesco da Milano, e ospita un organo settecentesco. Infine, la piccola Santa Maria Nova offre quiete e bellezza con gli affreschi quattrocenteschi e un portico in legno.
Insieme, queste chiese delineano un percorso spirituale e artistico nel cuore delle colline Conegliano Valdobbiadene, tra fede, storia e paesaggio.
Scopri le perle sacre di Farra di Soligo
Tra affreschi antichi, campanili che si stagliano tra le colline e silenzi carichi di storia, le chiese di Farra raccontano secoli di devozione e arte. Piccoli gioielli architettonici immersi nel paesaggio, custodi di tradizioni e bellezza senza tempo. Lasciati guidare lungo un itinerario spirituale che tocca il cuore del territorio.
Chiesetta di San Martino e l’Urna
L’oratorio in stile romanico distrutto dalle artiglierie del Montello nel 1918 è stato sostituito dall’attuale chiesetta a pianta ottagonale completata nel 1927.
Qui la leggenda si intreccia al culto cristiano, al suo interno si trova infatti l’Urna di San Martino. Secondo un’antica tradizione al grande Santo si raccomandano le coppie che desiderano un bambino: esse levano il biglietto dei nomi dall’urna implorando la protezione del Santo sul nascituro. Le richieste di nomi e le segnalazioni di grazie ricevute arrivano numerose ancora oggi e tengono viva la devozione al Santo Vescovo di Tours.
Oratorio di San Vigilio
Situato sulla sommità collinare, risale secolo XI, più volte ampliato e rimaneggiato. In stile romanico carolingio è dedicato al culto di San Vigilio, infaticabile pastore che, nel corso del IV secolo, diffuse il Cristianesimo convertendo le popolazioni del Trentino e dell’Alto Veneto. Domina la piana sottostante con la sua inconfondibile torre campanaria e conserva al suo interno un prezioso repertorio pittorico del XV secolo. In particolare lungo la parete sud si possono ammirare tre affreschi: Madonna col Bambino in trono e San Nicola di Bari, I Santi Giacomo e Bernardino da Siena e San Giorgio che uccide il drago risalenti al 1458. Nella controfacciata campeggia l’immagine di San Bovo a cavallo del 1459.
L’altare maggiore, dedicato a San Vigilio, è sovrastato da un bassorilievo ligneo eseguito dallo Stuflesser, scultore della Val Gardena.
Antica Pieve di Giussano
La torre campanaria, recentemente restaurata, è situata a sud dell’abitato di Col San Martino, nei pressi del cimitero e domina la campagna circostante. Ricorda le vestigia dell’antica Chiesa di Giussano, importante luogo di culto mariano dal Medioevo fino ad inizio ‘900. La torre si raggiunge percorrendo il “Viale della Rimembranza” ombreggiato dai cipressi che testimoniano il numero dei soldati di Col San Martino caduti durante la Grande Guerra.
Torri di Credazzo
Ad occidente, verso Col San Martino, intorno all’omonima borgata, si estendeva il feudo di Credazzo, ultime vestigia di una fortificazione documentata dal 1233 realizzata per volontà dei Da Camino. Questo fortilizio medievale, circa un secolo dopo, passò ai Collalto fino a quando nel ‘400 fu distrutto dagli Ungari cadendo in rovina. Il complesso si articola in tre torri collegate tra loro da una cinta muraria.
Chiesa di San Lorenzo
Arroccata sulle colline a poca distanza dalle celebri Torri di Credazzo, in origine era la cappella del vicino castello feudale. Citata per la prima volta nel 1210 è tutt’ora luogo di culto, in particolare per le Rogazioni, preghiere propiziatorie legate alla produzione e tradizione agricola.
Nella chiesetta, nel 1243, fu celebrato il matrimonio tra Tolberto II e Agnese de’ Guidotti, i cui discendenti si uniranno con Gaia da Camino, celebre figlia di Gerardo da Camino, citata da Dante nel XVI canto del Purgatorio.
Rappresenta un interessante punto di osservazione sulle verdeggianti colline del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG a nord e sulla piana a sud verso il Montello.
Chiesetta Madonna della Neve (dei Broi)
Questa chiesetta situata a sud del capoluogo è risalente ad epoca antecedente al 1300 ed è stata meta nei secoli di pellegrinaggi per invocare la pioggia nei periodi di siccità e propiziare l’abbondanza dei raccolti. Durante l’occupazione nemica l’edificio ha subito numerosi danni ed è stato utilizzato dapprima come stalla per i cavalli delle truppe austroungariche, successivamente come ricovero per i prigionieri di guerra. Un recente restauro ha riportato alla luce bellissimi affreschi risalenti all’inizio del XIV secolo e commoventi tracce della presenza dei soldati durante la Grande Guerra.
Auditorium Santo Stefano
Ex Chiesa di Santo Stefano, risalente al XII secolo, si presenta con un’unica navata in stile rinascimentale-barocco. Acquistata dall’Amministrazione Comunale nel 1987 oggi è utilizzata come Auditorium per riunioni, incontri, concerti e sede del Consiglio Comunale. La chiesa di Santo Stefano conservava numerose opere d’arte, alcune trasferite presso l’attuale parrocchiale, altre presso il Museo Diocesano di Vittorio Veneto. Al suo interno sono custoditi alcuni affreschi ad ornamento degli altari dipinti da Carlo Bevilacqua nel 1824, mentre nell’altare maggiore si trova il Martirio di Santo Stefano, copia di quello presente nella parrocchiale. Sulle pareti del presbiterio si possono ammirare degli affreschi di epoca cinquecentesca.
Colle di San Gallo
Una croce posta all’inizio del vialetto alberato di cipressi conduce alla Chiesetta di San Gallo, che dall’alto domina Soligo. Antico luogo di romitaggio, il complesso cultuale è costituito dalla chiesa in stile romanico e da un annesso ostello utilizzato un tempo dai pellegrini. L’oratorio, sorto probabilmente come cappella castrense, è documentato per la prima volta in un testamento del 1354. Al suo interno la chiesa conserva alcune opere di interesse storico e artistico, tra i quali si segnalano l’affresco che raffigura la Madonna con i Santi Pietro e Gallo datato 1442 e l’affresco di San Floriano sul soffitto risalente al XVII secolo. Dal colle si gode un incantevole panorama sul Quartier del Piave e sull’intera pianura trevigiana, che qui sembra accompagnare il corso del fiume Piave verso il mare.
Chiesa di Santa Maria Nova
La “Chiesuola”, voluta dal nobile Rizzardo da Camino scampato alla peste, conserva pregevoli affreschi riconducibili alla Scuola Riminese del 1400. Nel corso della Grande Guerra una granata ha lesionato la struttura. Grazie ad un’accurata opera di restauro sono stati riportati alla luce diversi tipi di affreschi: un’autentica galleria d’arte nella quale è possibile ammirare i santi più venerati per secoli nelle comunità rurali dell’Alta Marca.
Scopri le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene
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